Pubblichiamo il testo della lettera-documento presentata il 21 marzo da Mary Clare Cassisi, delegata per l'Australia alla Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo, a nome di tutti i giovani aderenti al network Giovani Italiani Australia. Una testimonianza densa di palpabili emozioni, rievocando un evento che per molti di loro è stato il primo contatto effettivo con il Paese d'origine, ma soprattutto un fertile terreno per incrementare la rete di contatti già avviata ed avviare nuovi progetti.
“Un punto di arrivo e di partenza”. Con questa frase ha definito la Prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo. Un evento di portata internazionale che ha visto 424 giovani delegati da 40 paesi riuniti alla sede FAO di Roma per 5 giorni di duro lavoro con l’obbiettivo di valorizzare le nuove generazioni italiane e di origine italiana all’estero e rendere pubblica la necessita’ di consolidare i rapporti con e tra le varie nazioni e l’Italia.
Dopo anni di preparazione, e’ stata un’esperienza unica ed indimenticabile ed e’ con grande onore e orgoglio che porteremo questo ricordo nei nostri cuori per il resto della nostra vita.
La FAO l’ambiente perfetto per contenere un gruppo di persone unite dal desiderio e dall’energia positiva di esprimere la loro italianita’.
La delegazione Australiana, con la sua ottima preparazione di quasi due anni, è arrivata a Roma con due obiettivi:
· lavorare insieme agli altri giovani per scrivere un documento con proposte per il Ministero degli Affari Esteri;
· creare nuovi network tra i giovani italiani nel mondo.
La delegazione Australiana avendo preparato in precedenza i documenti tematici, era decisamente avvantaggiata su gli altri paesi anglofoni, e possedeva di una certa confidenza nella presentazione, anche se preliminare, delle proposte. Restava comunque il fatto che nessuno di noi sapeva precisamente a cosa saremmo andati incontro durante quest’avventura, a parte della certezza che i lavori sarebbero stati basati sulle cinque tematiche:
· - Lingua e Cultura
· - Informazione e comunicazione
La conferenza è iniziata con un incontro continentale tra l’Australia, il Canada, il Sud Africa e gli Stati Uniti d’America. Abbiamo fatto una prima discussione sui cinque temi tutti e cinque base del lavoro della settimana. Da qua si e’ visto che la Conferenza sarebbe stato una piena di movimento e argomenti. Abbiamo iniziato a dialogare e confrontarci sui temi principali. I discorsi erano interessanti; ci è piaciuto sentire le realtà dei giovani degli altri paesi e poi trovare un punto d’incontro tra i nostri problemi e i nostri suggerimenti.
Con discorsi di benvenuto e meritato sostegno, ma soprattutto discorsi a rinnovare l’orgoglio e la passione di essere italiani del mondo riuniti nella nostra capitale e partecipanti ad un “appuntamento con la storia” per offrire un contributo positivo a sviluppare l’immagine dell’Italia all’estero.
In ogni caso ci e’ stato premesso e ripetuto in diverse occasioni pre e durante la conferenza che il nostro lavoro non doveva rappresentare una “lista della spesa” da richiedere all’Italia, consci comunque che l’ Italia attuale non e’ in posizione ne’ economica, politica, sociale e o organizzativa da permettersi di soddisfare le richieste di noi italiani all’estero. E’ per questo motivo che tra alcuni di noi, scherzosamente, inizialmente, si e’ creato il concetto inverso, cioe’ presentiamo a questo punto una “lista di regali/offerte all’Italia”, a riflettere il principio di questa Conferenza e a cio’ che il Ministro degli Affari Esteri On. Franco Frattini si e’ riferito menzionando una frase del Presidente Kennedy “non bisogna mai chiedere cosa puo’ fare il tuo Paese per te, ma cosa devi fare per il tuo Paese”. Una frase che in qualche modo richiama il dovere, di ciascuno di noi italiani all’estero, ad impegnarsi ad accrescere l’immagine, gia’ invidiabile, dell’Italia nel mondo, e per noi giovani questo dovere va a complementarsi alla necessita’ dell’Italia in Italia e l’Italia all’estero di sopravvivere nelle generazioni. Essendo noi (giovani) una risorsa umana di grande importanza e come indicato dal Ministro Frattini “rappresentanti del nostro Paese all’estero” ci sentiamo in dovere di contribuire nel migliore dei modi, attraverso le tecnologie, contatti ed “il gioco di squadra”, conoscenze tecniche e professionali ed attraverso le varieta’ di culture e lingue che si amalgamano con le nostre origini italiane, nel rinforzare le relazioni tra l’Italia e “l’altra Italia”.
Dopo tante ore di lavoro, il prodotto della settimana era un documento finale. Ogni commissione ha contribuito una parte del documento, che ha fatto tante raccomandazioni, non solo chiedendo ma anche offrendo tanto.
C’erano anche altre belle cose durante la settimana, per esempio un concerto di musica classica e musica jazz, una mattina al parlamento italiano Montecitorio, un momento molto commovente, e una serata con l’Ambasciatore Australiana in Italia, per i delegati Australiani.
Durante la settimana, siamo riusciti a realizzare i nostri due obiettivi. C’erano difficoltà durante il nostro lavoro, ma alla fine, la conferenza ha fatto avvicinare tanti giovani all’Italia e agli altri giovani del mondo, e poi siamo tornati con una passione rinnovata per continuare a rafforzare il legame tra l’Italia, l’Australia e i giovani italiani nel mondo.
IL DOPO CONFERENZA ed IL NOSTRO IMPEGNO
Il nostro impegno dopo la Conferenza e’ di trasmettere l’onore e l’orgolio ai nostri coetanei e alle future generazioni con l’obbiettivo di rendere sempre piu’ forte il significato dell’essere italiani. Il lavoro iniziato in questa Conferenza ha offerto la scintilla per far accendere un fuoco di calore intenso, che brucia di italianita’.
Noi come delegati alla Prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo dall’Australia, che facciamo parte dell’organizzazione nazionale Giovani Italiani Australia (GIA), come presenti in tutti gli altri stati Australiani, siamo in fase di costituire un Comitato che porti avanti il lavoro iniziato alla Conferenza.
Questo network, non associazione, si sta promuovendo attivamente questo progetto “GIA” ai tanti giovani, ancora non al corrente di quest’organizzazione e i risultati sembrano positivi, con nuovi membri quotidianamente. Far parte di questo network e’ per molti un sistema per scoprire servizi, eventi, idee, progetti e amicizie che non avrebbero potuto raggiungere in altre maniere. E’ un arricchimento, culturale, linguistico, sociale ed eventualamente anche economico, dato che parlando e creando amicizie e’ possibile anche trovare delle sistemazioni lavorative (aspetto molto importante per i giovani, soprattutto giovani italiani che vengono in Australia con il permesso lavorativo o l’intenzione di emigrare).
Durante la nostra visita in Italia, alcuni di noi hanno anche stabilito contatti con rappresentanti di Regioni e Camere di Commercio, con la promessa di assistersi reciprocamente nello stabilire dei collegamenti forti e seri per i giovani nei relativi paesi, al punto che attualmente si ricevono settimanalmente via posta elettronica, email di eventi, notizie ed informazioni varie, per aggiornamenti continui ed utili a mantenere vivo l’interesse e la partecipazione dei giovani sia a livello locale che a livello di regione d’origine.
Nel nostro piccolo, intanto, come individui restiamo in contatto attraverso email, newsletter, facebook ed altri siti internet, con i delegati, amici, colleghi, coetanei e concittadini incontrati a Roma, per costruire e consolidare una rete, filata dall’italianita’, e continuare la crescita di quest’ unione di giovani italiani, a migliaia di chilometri di distanza, a cui eravamo prima estranei o poco interessati, ma che adesso condividiamo e crediamo realmente possibile.