Manifestazione di CGIE, Comites e Parlamentari al Consolato di Buenos Aires
Articolo di Mirko Peddis
Dura protesta, venerdi' scorso, davanti al Consolato di Buenos Aires. Per la prima volta i tre livelli di rappresentanza degli italiani in America Latina, CGIE, COMITES e parlamentari eletti all'estero, si sono uniti per manifestare contro i tagli imposti dall'ultima finanziaria ai fondi destinati agli italiani all'estero e contro una politica del governo definita, dal vice segretario del CGIE Francisco Nardelli, un vero e proprio "attacco alle collettivita' italiana all'estero".
“"Si tratta - ha dichiarato lo stesso Nardelli - del primo atto di una serie di mobilitazioni della comunità italiana”, che investiranno, nei prossimi mesi, tutte le principali sedi del governo italiano presenti in America Latina.
Alla manifestazione era presente anche Fabio Porta, deputato eletto all’estero nell’area America Latina. Al grido di “l’Italia siamo noi” e “basta con i tagli”, i circa cento manifestanti, che rappresentano approssimativamente un milione di elettori e oltre 50 milioni di potenziali cittadini italiani, dall’Argentina al Messico, hanno espresso il loro dissenso verso le politiche del governo italiano bloccando, con un cordone umano, la calle Reconquista, dove ha sede il Consolato italiano. Hanno poi cantato tutti assieme l’inno di Mameli e chiesto e ottenuto un incontro con il console generale d’Italia Giancarlo Maria Curcio.
Tutti concetti che, del resto, erano già stati ampiamente introdotti nel corso dell’apertura della Commissione Continentale del CGIE per l’America Latina, che si è svolta nei giorni scorsi sempre nella capitale argentina.
“Siamo di fronte a una palese mancanza del governo” aveva commentato giovedì Nardelli, aggiungendo che sono stati messi in discussione non solo “un sistema di rappresentanza costruito con anni di sforzi” ma soprattutto “il rapporto stesso tra l’Italia e i suoi cittadini sparsi per il mondo”. Il vice segretario del CGIE ha poi spiegato ai giornalisti italiani presenti alla manifestazione che i tagli della finanziaria hanno “tolto l’assistenza santiaria ad oltre 5000 anziani” italiani di nascita, “privando così di un diritto non solo i discendenti italiani di seconda o terza generazione”, ma anche e soprattutto “quegli italiani di nascita emigrati tanti anni fa in cerca di un futuro migliore”.
Ancora più duro il commento dell’On. Porta, che ha parlato di “distacco, forse definitivo, dalle nuove generazioni di italiani nati all’estero” e aggiunto che “si sta rinunciando ad un immenso bacino di risorse per l’Italia e uccidendo il rapporto con gli italiani all’estero”. Il grido disperato, insomma, di una collettività in lotta per la sopravvivenza.